Fritz Koening in mostra a Firenze

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Fritz Koening Grande Flora D,1979-1980 bronzo Collezione privata

Dal 21 giugno al 7 ottobre 2018 ritorna a Firenze la grande scultura contemporanea agli Uffizi e nel giardino di Boboli, con la retrospettiva di Fritz Koening, la prima dopo la sua morte. La mostra si svolge sotto l’alto patronato di Franz Duca di Baviera, suo amico e collezionista. Curatore Alexander Rudigier. Catalogo Sillabe.

Fritz Koening
Coppia 1990 ferro Fondazione Fritz e Maria Koening

 

 

Fritz Koening è l’artista la cui opera The Sphere era posizionata tra le Torri Gemelli di New York, distrutte nel 2001 da un attentato: una sfera che specchiandosi in una superficie acquosa ruotava leggermente. Il nome The Shere era quello che convenzionalmente era dato all’opera di Koening. Fritz Koening è stato uno degli artisti più importanti del ‘900 e ci ha lasciato novantenne un anno e mezzo fa.

 

 

Fritz Koening
Grande Flora V, 1977-1978 bronzo Hans-Leinberget-Gymnasium , Landshot

 

 

L’esposizione celebra l’artista negli spazi verdi del Giardino di Boboli e nelle Sale della Galleria degli Uffizi con sculture, disegni, anche per la prima volta i lavori degli ultimi quarant’anni. Le sculture in bronzo, pietra e corten ben si posizionato negli spazi del primo giardino all’italiana. Le forme lisce o ruvide che spesso sembrano non essere stabili, lo sono grazie alla padronanza del disequilibrio dell’artista.

 

 

Fritz Koening
Panorama di Firenze dal Giardino di Boboli con le opera di Fritz Koening da
sinistra Gronde San Martino 1963/1964 , Grande Flora V 1977-1978

 

Fritz Koening in un primo tempo rifiutò il mondo dell’arte trasferendosi con la moglie nella sua tenuta di Ganslberg in Baviera, dove divenne allevatore di cavalli purosangue e visse insieme ai suoi pavoni, galline, gatti, quasi fosse una seconda Arca di Noè, circondato dalla sua collezione di arte africana, una delle più importanti del mondo.

 

Fritz Koening
Olocausto 1994 inchistro di china, Collezione privata

Uomo di forte fascino anche per il suo fisico, l’eros è stato uno dei temi principali del suo lavoro, come la morte, gli epitaffi, l’olocausto inevitabile per il suo essere ebreo.

Comunque bisogna dire che nel disastro delle Torri Gemelle per la sua opera è avvenuto un miracolo, due lastre di acciaio precipitate l’hanno protetta e con poco restauro, ora è sempre al suo posto.

Le opere poste nel Giardino di Boboli permettono ai visitatore di ammirare lo straordinario paesaggio di Firenze.

Una mostra interessante che fa conoscere un grande artista.

Anna Camia

 

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