Donne a confronto con la grande guerra

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Al Teatro Manzoni di Roma, fino al 17 giugno, è in scena la pièce di Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis, Tutte a casa (La guerra delle donne) per la regia di Vanessa Gasbarri, che vede protagoniste cinque donne tra cui Paola Gassman e Paola Tiziana Cruciani.

Sembra strano che un conflitto così devastante come la Prima Guerra Mondiale possa, oltre a portare lutti, paure e tragedie, anche offrire a qualcuno impreviste opportunità: figlie del bisogno e dell’opportunità. Ma questo è successo a numerose donne: prima confinate a casa a cucinare e ad accudire i mariti e poi chiamate dall’urgenza bellica a prendere i posti di lavoro lasciati vacanti dagli uomini che erano partiti per il fronte. Indubbiamente la situazione era tutt’altro che facile, ma fu la prima volta che le donne italiane presero in mano la situazione con ruoli e mansioni che storicamente appartenevano da sempre agli uomini.

Tutte a casa (La guerra delle donne), in scena al Teatro Manzoni di Roma, fino al 17 giugno, è il titolo di questo spettacolo che vede protagonista Paola Gassman, affiancata da Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola e Giulia Rupi.

 

E’ la storia di Margherita, signora della Milano bene, il cui marito imprenditore è stato fatto prigioniero dagli austriaci. Sembrava che la sua prigionia dovesse durare pochissimo, ma finirà con la guerra, nel 1918. Allora lei si fa coraggio e decide di prendere le redini dell’azienda di famiglia che produce autocarri. E così passa dalle frivolezze dei salotti alto borghesi alla prosaica ma operativa concretezza della fabbrica.

 

La protagonista è affiancata da altre quattro donne, che ora la spronano, ora la osteggiano e rappresentano un piccolo campionario dell’identità femminile. C’è Silvana, la segretaria del marito, che diventerà sempre più manageriale, c’è Comunarda, una socialista combattiva a cui la guerra le porterà via l’adorato e giovane figlio. C’è Teresa, giovane madre tutta casa e chiesa e la solare, vitale Giacomina.

Per salvare azienda e lavoro, le cinque donne imparano a confrontarsi e supportarsi, improntando il loro rapporto a valori di solidarietà e comprensione. Il successo premierà il loro sodalizio, ma la fine del conflitto, desiderata ormai da tanto, segnerà la fine del loro exploit. E come loro, molte altre donne italiane saranno costrette a riabbassare la testa, per via del credo fascista che voleva le donne a casa, non in fabbrica e tanto meno al comando di posti chiave. Peccato perché erano diventate donne con aspirazioni che neanche pensavano di avere.

Tutte a casa (La guerra delle donne) ha un taglio tradizionale, con dialoghi divertenti, alternati a momenti di malinconia dove ci si commuove facilmente. Il carattere di ogni personaggio è ben definito fin dall’inizio della pièce, per poi acquisire una forma di comune umanità benevole in ciascuna di loro, quando si arriva ai momenti più difficili da affrontare e che possono essere risolti con la solidarietà di tutte loro.

Margherita, la ricca signora borghese, dominatrice ed egoista, interpretata da una superlativa Paola Gassman fa da contraltare alla proletaria Comunarda interpretata da una Paola Tiziana Cruciani molto credibile per forza e temperamento. Le altre attrici Mirella Mazzeranghi, Claudia Campagnola e Giulia Rupi sono tutte ben compenetrate nei loro ruoli.

Nonostante la ripetitività di alcune battute, come il nome della segretaria che non viene mai chiamata con il suo vero nome da Margherita e forse la lunghezza eccessiva del primo tempo, questa pièce è un vero gioiellino nel panorama teatrale per emozioni e bravura di tutte le interpreti che regalano quasi due ore di divertimento senza mai un attimo di débacle.

Da vedere.

Giancarlo Leone  

 

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