“La Divina Commediola” al Teatro Vittoria

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Al Teatro Vittoria abbiamo assistito ad una interessante performance: quella di Giobbe Covatta in “La Divina Commediola”. Una originale rivisitazione dell’Inferno dantesco, in chiave riveduta e corretta, che il bravo e simpatico umorista napoletano propone al pubblico avvalendosi di un leggio e di una lavagna.  

Come spesso accade nei suoi spettacoli, Covatta diverte il pubblico, grazie ai suoi racconti divertenti e spassosi, ma i temi affrontati e i problemi irrisolti denunciati sono in realtà seri e drammatici.

In questo monologo, Giobbe Covatta prende le mosse dalla sua passione per i viaggi e, nello specifico, del suo sconfinato amore per l’Africa: in particolar modo, oggetto del suo affetto sono i bambini, troppo spesso vittime innocenti di un sistema iniquo e malvagio, e relegati per sempre in bolge infernali, lungo le quali il suo Virgilio di turno lo accompagnerà.

Giobbe Covatta fa ironia con disinvoltura, strappa risate ed applausi, ma trasmette anche emozioni ed ammirazione. E siccome la prende alla lontana, ce n’è un po’ per tutti, a cominciare dal leghista Salvini in poi….

Molto applaudita la descrizione fatta alla lavagna del cervello maschile, quando ne evidenzia le sostanziali differenze rispetto a quello femminile! E poi, tra un volo con Air Madagascar (facile il gioco di parole allusive) e i riferimenti agli OGM e alla pedofilia, parla dell’Africa, della sua Africa; come lui l’ha realmente vissuta, raccontando incontri veri con i Masai, i Mirg, i Turkana, i Dinga; incontri che nella sua narrazione Giobbe Covatta riesce a trasformare in altrettante macchiette comiche.

Puntando il dito, invece, contro la “lotteria della vita”; insomma, si nasce “a sorte”; e purtroppo in Africa sono nati circa 300.000 bambini-soldato, che giocano si alla guerra… ma con vere armi!

 

Nel complesso abbiamo visto uno spettacolo piacevole, garbato, appassionato, senza eccessi lessicali, intelligente, autoironico. Uno spettacolo di denuncia e di divertimento allo stesso tempo: da far riflettere!

Salvatore Scirè

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Salvatore Scirè
giornalista e fotografo – commediografo e regista teatraleLaureato in Giurisprudenza, ha studiato lingue straniere e musica. In campo giornalistico si è occupato di vari temi, ma ha sempre prediletto il reportage geografico, formando testi e foto e pubblicando su importanti testate nazionali.E’ autore di tre libri fotografici: Roma nel cuore (Rizzoli Editore l982, prefazione di Carlo Lizzani) Gargano spettacolo della natura (Ed. Magnus 1987, prefazione di Nantas Salvalaggio) Roma colori del tempo (Il Capitello 1989 - II ediz. 2000 - prefazione di Giulio Andreotti). Ha pubblicato il saggio umoristico Donne... maneggiare con cura! (Liux Edizioni 2012)Da 22 anni scrive per il teatro come commediografo; da 16 anni si occupa anche di regia teatrale. Ha scritto una ventina di commedie, tra cui Professione separata! Ciao papà, ti presento mia madre!Cocktail di scambi; C’è un morto giù in cantina!

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