Bernini e Velasquez autoritratti a Perugia

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Gian Lorenzo Bernini Portrait d’homme (autoritratto) Montpellier Musée Fabre

A Perugia nel Nobile Collegio del Cambio dal 22 giugno al 22 ottobre 2017 c’e una particolare mostra che mette in luce l’amicizia tra Bernini e Velasquez e l’influenza di entrambi sugli autoritratti. Curatore lo storico dell’arte Francesco Federico Mancini. 

Gian Lorenzo Bernini
Autoritratto Firenze Museo degli Uffizi corridoio vasariano

 

Gli autoritratti dei due grandi maestri Bernini, in questo caso pittore, e il Velasquez sono stati messi a confronto da Francesco Federico Mancini come dimostrazione dell’avvenuta conoscenza tra i due artisti e della reciproca influenza. Per il Velasquez è stata la scoperta della forza espressiva del taglio a mezzo busto di tipo tizianesco e la differenza tra l’abbozzo degli abiti e la perfezione pittorica del volto. Per il Bernini invece lo scavare nell’intimo dei personaggi entrando nella loro psicologia.

 

Diego Velasquez
Autoritratto Roma Pinacoteca Capitolina

 

Mancini in questo caso si trova in accordo con Tomaso Montanari che si è occupato più volte della tematica, che il Velasquez dopo la venuta a Roma nella ritrattistica adotta una vitalità, una determinatezza nel fissare un momento preciso e una cromia che prima non adottava, mentre Bernini impiega nei suoi ritratti una profondità piscologica e una rarefazione della materia che prima non avevano.

 

 

Diego Velasquez
Autoritratto Firenze Galleria degli Uffizi

L’esposizione che segue quella promossa nella stessa sede dal Mancini con il confronto tra il Perugino e Raffaello, mostra una serie di selezionatissime opere che servono ad indagare il confronto tra Bernini e Velasquez tema non ancora risolto dalla storia dell’arte. Mancini prende spunto per questa particolare mostra dallo studio romano dello storico dell’arte barocca Valentino Martinelli che possedeva tre versioni del celebre autoritratto di Velasquez, prototipo ora conservato nella Pinacoteca Capitolina, (1629-1630) delle quali due si vedono nell’immagine.

 

 

Gian Lorenzo Bernini
Autoritratto 1635 (38 cm.46×37 Madrid Museo del Prado

La prima versione si può far risalire all’allievo del Bernini, Carlo Pellegrini, la seconda a un artista romano della metà del Seicento, la terza venne realizzata da Luigi Quaderna nel 1876 a dimostrazione che l’attenzione al ritratto stesso è continuata nei secoli. Quindi le tre versioni del trittico Martinelli, due della Galleria Nazionale dell’Umbria, verranno uniti al Ritratto a mezza figura del Bernini degli Uffizi e l’Autoritratto del Velasquez sempre degli Uffizi.  L’Autoritratto del Bernini del Museo Prado di Madrid che Tomaso Montanari ritiene essere di un seguace dell’artista, il Mancini pensa essere un non finito, e quello di Montpelier del Museo Fabre che Montanari ritiene di un anonimo seguace del Bernini, Mancini lo definisce “forse del Bernini”. 

Una mostra che farà discutere.

Savina Fermi

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