Profumo di donna

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Al Teatro Parioli di Roma, fino al 12 marzo, Massimo Venturiello porta sul palco Profumo di donna, tratto da Il buio e il miele di Giovanni Arpino, una storia resa famosa dal film del 1974 di Dino Risi, che vedeva protagonisti Vittorio Gassman, Alessandro Momo e Agostina Belli e nel 1992 dal remake Scent of a Woman di Martin Brest con Al Pacino.

Al Teatro Parioli di Roma, fino al 12 marzo, Massimo Venturiello porta sul palco Profumo di donna, tratto da Il buio e il miele di Giovanni Arpino, una storia resa famosa dal film del 1974 di Dino Risi, che vedeva protagonisti Vittorio Gassman, Alessandro Momo e Agostina Belli e nel 1992 dal remake Scent of a Woman di Martin Brest con Al Pacino.

 

 

 

La trama è semplice. Massimo Venturiello interpreta Fausto Consolo, capitano in pensione, che ha perso la vista a causa di un’esplosione. Lui deve andare a Napoli a trovare un amico, anche lui non vedente. Il capitano, irascibile, arrogante e per niente accomodante, si fa accompagnare bin questo viaggio da un giovane soldato in permesso premio, che lui chiama “Ciccio”, come tutti gli attendenti che lo hanno accompagnato in precedenza.

Questo giovane si chiama Giovanni è un ragazzo perbene, parla poco e cerca di non scontentare, assecondandolo, il capitano. Ma tra rimproveri, lezioni di vita, si rende subito conto che il capitano ha una personalità difficile, ma anche affascinante, dalla quale c’è da imparare. Ha una passione per le donne, che lo trovano irresistibile, nonostante abbia un carattere spigoloso e quando deve dire qualcosa non si fa problemi.

Partono da Torino e fanno varie tappe, ognuna segnata da un evento; così il viaggio corrisponde sia ad uno spaccato dell’Italia Anni ’70, sia a un tentativo di Fausto di svezzare il suo giovane ed ingenuo accompagnatore.
Arrivati a Genova, il capitano va in cerca di una prostituta, a Roma parla con il cugino prete della sua condizione fisica e a Napoli, ultima tappa del viaggio, viene corteggiato da una giovane donna dalle cui attenzioni sembra infastidito, fino a quando, però, non si rende conto che la sua presenza può diventare importante. In realtà Fausto, pur essendo così smaliziato e cinico, nasconde un grande dolore e vive in una grande solitudine.

Oggi, purtroppo, si vive in un’epoca dove la globalizzazione spinge l’umanità verso l’isolamento e l’anonimato. Il romanzo, da cui è stato tratto il film e questa trasposizione teatrale, è il fulcro della solitudine moderna, della disillusione esistenziale che conduce al cinismo e alla perdita di umanità e che assume nel personaggio di Fausto una dimensione cosmica, spingendolo verso un punto dove si è smarrito il profumo della vita e la disperazione si confonde con l’ironia e il sarcasmo.

 

 

Massimo Venturiello in questo spettacolo è superlativo, pungente, espressivo e credibile nella sua cecità vuota, realizzata a puntino per il ruolo. Filo conduttore, il profumo delle donne. Loro non fanno rumore, ma Venturiello avverte odore di donne, capelli neri e quando percepisce, tutto si ferma in una sorta di contemplazione che allo spettatore è solo dato immaginare.

 

 

 

Il giovane che accompagna Fausto è bravissimo, con il viso pulito, timido ed impacciato a punto giusto. Venturiello, come regista, disegna il tutto con il distacco giusto, evitando quello che il film con Gassman e i vari film americani spesso mettono troppo in evidenza: il buonismo esasperato. Questo rende lo spettacolo molto più gradevole di quanto il soggetto dia da pensare.
Nel cast con Massimo Venturiello, Irma Ciaramella, Camillo Grassi, Andrea Monno, Claudia Portale, Sara Scotto Di Luzio, Franco Silvestri.

 

 

Belle le scene curate da Alessandro Chiti, le musiche di Germano Mazzocchetti accompagnano Tosca perché è sua la voce dei brani cantati che intermezzano lo spettacolo. Sicuramente da vedere.
Giancarlo Leone

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