Il mistero dell’assassino misterioso – Recensione

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Al Teatro Sistina di Roma, fino al 12 marzo, è in scena il divertente spettacolo noir di Lillo & Greg, Il mistero dell’assassino misterioso, un’esperienza metateatrale della coppia dei comici che riesce a galvanizzare il pubblico in platea. Prima dello spettacolo, due episodi tratti dal film Pupazzo Criminale.

 

Si tratta di un giallo vestito di rosa e di tutti i colori possibili. Già il titolo, Il mistero dell’assassino misterioso, è tutto un programma.
Il sipario si apre mostrandoci un castello nobiliare della campagna londinese, dove da poche ore è stato commesso un delitto: l’omicidio dell’anziana Contessa Worthington. I principali sospettati sono: il giovane marito della contessa, Ashton, la figlia Margareth, la governante Greta e il nipote Henry: tutti personaggi estrosi, scombinati che devono essere tutti interrogati dal detective, dal nome molto british, Mallory. Potrebbe essere un vero giallo alla Agatha Christie, ma fin dall’inizio si capisce che le cose andranno molto diversamente.

La pièce, nata da un’idea di Greg, e poi scritta a quattro mani con Lillo è stata la prima opera – visto che la prima messa in scena è stata nel 2000 e poi è stata riproposta a più riprese – dove diventava centrale la narrazione metateatrale tanto cara alla coppia, in un modo che vorremmo definire geniale, perché sul palcoscenico si mischiano pezzi di giallo con vari “dietro le quinte”, che mettono in evidenza le vere caratteristiche degli attori, i rapporti umani che regnano in alcune compagnie di teatro: emergono così le arrabbiature per sbagli che avvengono sul palco, ma soprattutto invidie, gelosie, ipocrisie, ripicche, falsità che vengono fuori quando gli attori sono disposti a tutto pur di farsi notare da un produttore televisivo presente in platea.

Ovviamente la trama si traduce nel giallo più stralunato che ci sia. Ma sta proprio qui il divertimento: il continuo alternarsi di realtà teatrale e di “pezzi di teatro”, il cosiddetto “metateatro”.

Molto azzeccata ed arguta l’idea registica di usare un sipario traslucido, che, quando viene chiuso, permette alla platea di vedere gli attori dietro le quinte discutere tra loro, cercando di chiarirsi, con scarsi risultati. I ritmi serrati, le battute che si dicono sul palco e nel “dietro le quinte” (ma sempre palco è), l’umorismo indotto dei siparietti che si creano, senza dimenticare il “giallo”, rendono la pièce alquanto esilarante ed arguta.
I protagonisti sono tutti bravissimi. A cominciare da Greg che, oltre a fare il detective, diverte in un simpatico gioco metateatrale, dove con una parrucca bionda diventa anche maggiordomo.

Lillo, con i suoi vuoti di memoria, le battute che non capisce, seppur suggerite dagli altri attori, è esilarante e buona parte del giallo si regge molto sulle sue performance.

 

 

Danilo De Santis impersona il nipote un po’ pazzerello della vecchia contessa, mentre Vania Della Bidia, donna sensuale e provocante, impersona Margareth, la figlia della contessa. Dora Romano è la governante Greta e nei bari flashback anche la contessa.

 

 

L’ottima regia di Lillo & Greg riesce a coniugare perfettamente ritmi e tempi comici. Si scoprirà chi avrà ucciso la vecchia contessa? Anche questo è un mistero. Uno spettacolo assolutamente imperdibile.

Giancarlo Leone

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