L’illusione del lontano west a Malaga

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Il Museo Carmen Thyssen di Malaga, fino al 19 marzo di quest’anno ospita un’interessante mostra intitolata “L’illusione del lontano west” con oltre un centinaio di opere in visione sulla conquista nordamericana di questa parte del territorio americano.

Non solo la settima arte, ma anche l’Arte con questa mostra esplora la conquista nordamericana avvalendosi di oltre un centinaio di opere realizzate da artisti dell’Ottocento, che compiono un ripasso su gli archetipi e sui miti di quel momento storico.
Quindi, una selezione di dipinti, sculture, incisioni, carte geografiche, oggetti antropologici e altri documenti documentano l’epopea del ovest nordamericano, in cui il suo curatore, l’artista Miguel Angel Blanco, rende omaggio ai popoli nativi che l’abitavano per primo, confrontandoli con i ‘bandoleros’ (=banditi, messi al bando) delle montagne andaluse per le analogie che li portarono a quella visione romantica percepita dagli artisti del Ottocento.

La conquista del lontano west andò oltre il capitolo storico relativo alla fondazione degli Stati Uniti dell’America del Nord e divenne un mito a livello internazionale in cui la leggenda si intreccia con la storia ufficiale.
Nel settore dell’Arte, il fascino esercitato dagli infiniti paesaggi da esplorare – verso autori come George Catlin o Albert Bierstadt – , l’interesse per il sistema di vita e i costumi delle tribù indiane – come si evidenzia nelle incisioni di Karl Bodmer – o l’esaltazione di cacciatori e cowboys – nelle sculture di Frederick Remington – andarono a formare un ventaglio di diversi generi artistici.

La conquista del West diventa la protagonista nella pittura del romanticismo statunitense. Fra gli artisti che ripresero i panorami dei territori ancora sconosciuti oltre lo stato del Missouri, sono da annoverare George Catlin (1796-1872), Karl Bodmer (1809-1893) o Albert Bierstadt (1830-1902), riuniti insieme ad altri autori come etnografi e topografi militari che rendono esaustivo il percorso della galleria espositiva.

Le vicende di questo immenso territorio viene messo in parallelo con quelle delle montagne di Sierra Morena, nel sud della Spagna, intrise anch’esse come i suoi personaggi, i ‘bandoleros’, del più puro romanticismo -forse dovuto allo stesso naturale contesto che li circondava – figurati anche questi ultimi dagli artisti europei del XIX secolo e assegnando al ‘bandolerismo’ quell’aria di leggenda – poi estesa anche al cinema- ormai conosciuta in tutto il mondo.

Una buona parte delle opere esposte arrivano dalla collezione Carmen Thyssen e dal Museo Thyssen Bornemisza, a dimostrazione della passione che la conquista del West suscitò fra i baroni Thyssen allo stesso modo che fra i cineasti non solo americani, creando il genere Western: un ricco contenuto che definisce questo panorama del lontano Ovest, comparando banditi e ‘bandoleros’.

 

Cinque sezioni si susseguono in quest’ ordine cronologico:
LA TERRA DEL NUOVO MONDO, incentrata sulle spedizioni spagnole e britanniche dirette verso queste terre alla ricerca di ricchezze. In questo senso, una serie di mappe iniziali indicano gli itinerari, i luoghi delle tribù, i presidi, le missioni e le prime città. Ne emerge la nascita di un sublime paesaggismo ad opera dei pittori della Scuola del fiume Hudson, poi trasferita verso l’Ovest, secondo il modello stabilito da Bierstadt.

KARL BODMER E LA MEMORIA. L’artista paesaggista Bodmer si prestò ad accompagnare il tedesco Maximilian zu Wied-Neuwied in un percorso antropologico lungo il Missouri e così poterono conoscere i sioux, assiniboine, creo, gros-ventres o piedi neri, le cui caratteristiche razziali, costumi, utensili e rituali furono dettagliatamente disegnate da Bodmer per illustrare il libro ‘I viaggi nell’interno del Nord America’ con le osservazioni dell’antropologo.
INDIANI NELLE GRANDI PIANURE. Anche la vita delle tribù indiane attirarono gli artisti, consolidando un genere pittorico di grande successo nella seconda metà dell’Ottocento, come Frederic Remington, che sentirono il bisogno di perpetuare la loro cultura agonizzante sulle tele.

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BANDITI E BANDOLEROS. Nella stessa epoca che veniva esplorato e mitificato dagli artisti il lontano West, nasceva nell’Andalusia un altro nuovo universo per l’arte, fra il reale e l’immaginario. In un parallelo di rischi e pericoli si aggiungevano i paraggi meridionali della Spagna: le sue montagne diventarono il territorio più pericoloso d’Europa per la minaccia dei bandoleros.

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LA BIBLIOTECA DEL BOSCO. Miguel Angel Blanco, artista oltre che curatore della mostra, in omaggio alla memoria dei popoli dell’Ovest americano, con il suo progetto scultoreo riprende esperienze e visioni attraverso disegni, immagini e composizioni con materiali naturali, intitolato appunto ‘La biblioteca del bosco’. Un riassunto di esperienze per condividere l’ideale di vita inseguito dagli indiani, dai lakota ai navajos, per armonizzare terra e cielo, corpo e spirito. Completa il percorso un’istallazione di crani di animali di gran potere simbolico per gli oriundi abitanti di quell’Ovest.

Carmen Del Vasco Blanco

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Carmen del Vando Blanco
Laureata in Sociologia e Giornalista specializzata in Arte. Corrispondente per la Spagna di Revistart e Descubrir el Arte. Collaboratrice per l’Italia di Visum.it. Vanta di una esperienza di più di vent’anni in questo settore nonché in Turismo e Spettacolo. Rieletta membro del consiglio direttivo dell’Ass. della Stampa Estera con l’incarico di Mostre e Cultura.

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