Incontro con Ron eliminato a Sanremo 2017

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Ieri sera Ron è stato uno dei quattro Big clamorosamente eliminato con Al Bano, Gigi D’Alessio e Giusy Ferreri. L’abbiamo intervistato, prima dell’eliminazione, non sapendo di quello che sarebbe accaduto dopo. Vedremo che succederà con le vendite.

Ieri sera Ron è stato uno dei quattro Big clamorosamente eliminato con Al Bano, Gigi D’Alessio e Giusy Ferreri. E’ uno dei grandi veterani di questo Festival attuale, un palco su cui salì per la prima volta a sedici anni e che oggi affronta con l’esperienza di chi questa rassegna ha saputo anche vincerla e con la consapevolezza di chi alla gara oggi sa dare il giusto peso. Per il suo settimo Sanremo, il cantante ha proposto L’ottava meraviglia, un brano che lui stesso definisce di grande intensità. Visum ha intervistato Ron, prima che avvenisse la clamorosa bocciatura del suo brano.

Ron, perché questo titolo?
L’ottava meraviglia è quella che noi cerchiamo sempre. In questo mondo sempre più complicato, dove ogni giorno è più difficile trovare lavoro, casa, siamo sempre di più alla ricerca di qualcosa. Ma alla fine ci rendiamo conto che la vera meta della nostra ricerca è la persona che abbiamo al fianco e che può davvero completare la nostra vita, esserci vicino sempre e rappresentare per noi realmente la nostra ottava meraviglia”.

Il suo primo Sanremo risale al 1970, un debutto in coppia con Nada. Cosa ricorda di allora?
Ho un ricordo in bianco e nero, ero molto giovane. Mi ricordo che arrivai a Sanremo con mamma e papà perché ero minorenne. In coppia con Nada alla fine ci piazzammo anche bene. Allora i giovani non gareggiavano in un gruppo a parte ma insieme ai Big, per cui Nada ed io ci trovammo insieme a star della canzone come Caselli, Zanicchi, Vanoni”.

Nel 1996 vinse con Tosca con la bellissima canzone Vorrei incontrarti fra cent’anni.
Anche quello è un ricordo bellissimo. Tosca ed io siamo molto amici e questo ci portò ad essere veramente molto uniti in occasione di quel Festival. Ricordo che ridevamo tanto e così facendo ci siamo un po’ divisi tutta la tensione della gara. Di certo, visti i pronostici e i nomi in gara, quell’anno non ci aspettavamo la vittoria finale anche se la gente per strada ci fermava facendoci i complimenti per la nostra canzone”.

Quest’anno è il suo settimo Sanremo, con giovani colleghi con cui confrontarsi con i veterani. E’ difficile rimettersi in gioco?
Non credo di rimettermi in gioco con questo Sanremo, personalmente sono venuto soprattutto per dare forza al mio nuovo progetto ‘La forza di dire sì’”.
In gara quest’anno ha ritrovato la sua amica e collega Fiorella Mannoia.
Devo dire che sono molto contento che ci sia Fiorella, un’amica di sempre che stimo tantissimo, ha una bella canzone, non ne avevo dubbi. Da quando abbiamo lavorato insieme con Pino Daniele e De Gregori si è consolidata tra noi un’amicizia vera”.

L’ottava meraviglia sarà contenuto nel doppio disco La forza di dire sì, in uscita in questi giorni, un doppio album contenente i brani più celebri del suo repertorio, reinterpretati con altri 24 artisti italiani, nato dall’esigenza di sostenere l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, l’AISLA?
Sì, il primo progetto di questo tipo nacque più di dieci anni fa, abbiamo voluto riproporre questa idea dopo quasi dodici anni e questa volta ho provato a coinvolgere ben 24 artisti. Tutti hanno accettato di collaborare molto volentieri e così sono nati questi ventiquattro duetti di cui sono particolarmente orgoglioso”.

Giancarlo Leone

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