Incontro con Giuseppe Zeno a teatro Quirino

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Momento fortunato per Giuseppe Zeno. Fidanzato con la bella attrice Margareth Madè, reso famoso dal piccolo schermo con le fiction Il Paradiso delle Signore, nel ruolo di Pietro Mori e, più recentemente in, Baciato dal sole, nel ruolo del famigerato Michele Ruben, l’attore è protagonista al Teatro Quirino con lo spettacolo, Il sorpasso, adattamento teatrale dal film di Dino Risi, con la regia teatrale di Guglielmo Ferro. Visum l’ha incontrato.

Momento fortunato per Giuseppe Zeno. Si divide tra il piccolo schermo, cinema e il teatro che lo vede protagonista nella capitale della pièce Il sorpasso tratta dal celeberrimo film con Vittorio Gassman. Visum l’ha incontrato.

Giuseppe, che emoziona prova ad interpretare il ruolo che nel film fu di Vittorio Gassman?
Sicuramente una grande emozione. Questo film degli anni ’60 appartiene ad una stagione felice del nostro cinema, quando su piazza c’erano registi del calibro di Maccari, Scola, lo stesso Risi. Però posso dire che questo – dice il popolare attore – non si può definire il capolavoro in assoluto di Risi. Non nascondo che ho un grosso timore a portare in teatro un personaggio del genere, Bruno, interpretato da Vittorio Gassman, un personaggio dalle tante sfaccettature. Ma questo spettacolo vuole essere – conclude – anche un bellissimo omaggio a quella stagione cinematografica che oggi non esiste più, quando c’era la vera commedia all’italiana”.

Nel riproporre Il sorpasso in versione teatrale avete rispettato il periodo in cui si svolgeva?
Sì, il film è stato una icona dell’Italia del boom economico, ma anche un grande road movie psicologico, che lo rende nel contempo un testo senza tempo. Le epoche sono state rispettate, ma la trasposizione teatrale focalizza al centro della vicenda i due protagonisti, Bruno, da me interpretato, e Roberto, interpretato dalla giovane promessa Luca Di Giovanni. Il loro incontro riempirà un vuoto psicologico. Allora, nel film, certe situazioni erano considerate scabrose, lo stesso Bruno era un separato che giocava a fare il playboy. Oggi una situazione del genere è all’ordine del giorno”.

La sua è una bella carriera: teatro, cinema, televisione. Chi deve ringraziare?
Tante persone, sarebbe imbarazzante fare dei nomi, tralasciandone degli altri. Devo ringraziare gli insegnanti dell’Accademia dove ho studiato per fare questo mestiere, Giuseppe Patroni Griffi e la Rai che ha creduto in me, investendo sulle mie qualità attoriali”.

Come tutti gli attori, anche lei nella sua carriera avrà avuto alti e bassi. Ora è soddisfatto?
Fondamentalmente sì, anche se il mestiere dell’attore non porta mai delle certezze, siamo sempre dei precari. Io dagli inizi mi sono sempre impegnato, ho abbracciato questo lavoro seriamente, sempre mantenendo i piedi per terra”.

Un pregio e un difetto?
Come pregio ne posso dire più di uno: serio e rispettoso sul lavoro; come difetto l’essere tenace che può essere anche un pregio”.
Come si può definire l’uomo Giuseppe Zeno con due aggettivi?
Un sognatore e un romantico”.

Progetti futuri?
Sto girando la seconda serie de Il paradiso delle Signore e, in contemporanea, un’altra fiction, sempre per Raiuno, con Vanessa Incontrada. Ma ancora non è stato deciso il titolo”.

Giancarlo Leone

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