Daniele da Volterra alla Galleria Corsini

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 Alle Gallerie Nazionali d’Arte Antica, Galleria Corsini, c’è fino al 7 maggio 2017 la possibilità di osservare due capolavori di Daniele da Volterra (1509-1566) nella piccola mostra dal titolo “Daniele da Volterra. I dipinti d’Elci”, poiché queste opere sono di collezione privata dei Conti Pannocchieschi d’Elci. Sono molto importanti per non solo per il loro valore artistico, ma perché sono poche le opere mobili del pittore. In mostra ci sono le relative riflettografie che hanno permesso una migliore analisi dei dipinti stessi. E’ curata da Barbara Agosti e Vittoria Romani.

Daniele da Volterra Riflettografia della tela Elia nel deserto

Come comunicato quando la Galleria Barberini e quella Corsini si sono unite per creare un unico polo museale le “Gallerie Nazionali d’Arte Antica“, è aperta dal 17 febbraio 2017 la mostra dedicata a due opere di Daniele da Volterra, pittore e scultore che educato dal Peruzzi, con l’arrivo a Roma si completò con l’arte di Perino del Vaga e l’espressività di Raffaello. Fu però l’incontro con Michelangelo, del quale divenne anche amico, che lo formò totalmente.

Daniele da Volterra Madonna con Bambino, San Giovannino e Santa Barbara olio su tavola cm.131,6×100.4 Collezione privata

Le due opere, una su tavola La Sacra Famiglia, e l’altra su tela Elia nel deserto, conservate nella collezione privata dei Conti Pannocchieschi d’Elci a Siena, furono realizzate a Roma durante il pontificato di Paolo III Farnese. Sono straordinariamente ben conservate, sottoposte a vincolo di tutela dal 1979, e le riflettografie fanno conoscere tutta la precisione che l’artista metteva lavorando prima sui cartoni. Le analisi sulle riflettografie sono state condotte da Angela Cerasuolo della Sovrintendenza di Capodimonte e hanno permesso di chiarirne l’origine e lo sviluppo facendone rilevare anche la possibile datazione.

 

 

Daniele da Volterra Riflettografia della tavola Madonna con Bambino, San Giovannino e Santa Barbara

Per Elia nel deserto, Daniele da Volterra ha coniugato la grazia di Raffaelo con la forza di Michelangelo. Il tema del digiuno nel deserto dove si notano il pane e l’acqua, si rifà all’Eucarestia. Quest’opera vicina a quella della tematica degli Evangelisti del 1543 creata per la Cappella di San Marcello al Corso, mette molto in evidenza i simboli eucaristici con un’iconografia diversa dalle altre, manca anche l’Angelo.  E’ una tela che dimostra la vicinanza tra Daniele Ricciarelli detto da Volterra e Perino del Vaga, quindi è databile ai suoi primi esordi a Roma.

 

 

Daniele da Volterra Madonna con Bambino, San Giovannino e Santa Barbara esposta sotto teca

La Madonna con Bambino, san Giovannino e Santa Barbara su tavola, come detto straordinariamente ben conservata, si può datare dopo la grandiosa Deposizione che il Maestro ha dipinto per la Cappella Orsini a Trinità dei Monti. Quest’opera mostra “ il dialogo creativo intrecciato a Roma da Daniele da Volterra e Michelangelo”, dove la grazia di Perino del Vaga incontra la forza spaziale e compositiva di Michelangelo.
La Direttrice del Museo Flaminia Gennari Santoni ha chiarito che questa non sarà la sola mostra di opere di collezione privata in quanto esponendo opere solitamente non visibili si permetterà al pubblico di contestualizzare meglio quelle del museo.
Una mostra interessante per capire quest’artista che è conosciuto dai media soprattutto per aver dovuto celare le pudenda al Giudizio Universale in ciò obbligato da Papa Paolo IV.

Emilia Dodi

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