La cena dei cretini al Teatro Ghione

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Anche un cretino può rivelarsi sensibile pur se assai poco brillante: è l’assioma che Nicola Pistoia e Paolo Triestino riescono a dimostrare sul palcoscenico del Teatro Ghione utilizzando una fantasmagoria di gags, di situazioni a dir poco equivoche che generano una certa ilarità nello spettatore il quale resta incantato a seguire, per vederne la fine, le evoluzioni cervellotiche dei due protagonisti di questo lavoro del francese Francis Veber, un classico della commedia di oltr’alpe.

Pierre è un editore  che trabocca di soldi ed appartiene ad una cerchia di amici alquanto originali
che si divertono ad invitare a cena, buon per loro, ogni settimana, un personaggio che ai tempi d’oggi definiremmo  “un soggetto” ma che il buon Veber ha classificato come “cretino”; una sera Pierre, reduce da un “colpo della strega” mentre giocava a golf, torna a casa dopo aver invitato per un test pre-cena Francois Pignon, un impiegato statale con la mania di costruire monumenti celebri con fiammiferi di tutti i tipi e dimensioni e candidato al poco affascinante ruolo di “cretino”.

Il lavoro dello scrittore francese ha già formato oggetto della sceneggiatura di un film dall’omonimo titolo del lavoro che Nicola Pistoia (Francois Pignon) e Paolo Triestino (Pierre Brochand) portano con considerevole successo in scena fin dal 16 dicembre per rimanerci fino all’8 gennaio 2017 ma con una differenza: l’analisi della società condotta dal duo PistoiaTriestino è sagace, aggressiva, per nulla disposta a transigere sulla stupidità dei vari personaggi che di volta in volta vengono invitati a cena ma, una volta per tutte, l’ingranaggio del divertimento si inceppa a causa di una lombalgia che Pierre ha riportato giocando a golf e che gli impedisce di recarsi alla cena nel corso della quale avrebbe dovuto esibire il cretino Pignon; quest’ultimo, invitato a bere un aperitivo prima della cena proprio da Pierre cerca di rendersi utile ad aiutare l’editore ma, da vero cretino, ne combina di tutti i colori causando una serie di disastri che sarebbero di per se tutte cose serie ma che la mimica facciale e l’atteggiamento  disincantato di Nicola Pistoia tramutano tutto in questioni di una accattivante comicità.

Una nutrita serie di ulteriori personaggi fanno da corona al duo protagonista, vedi ad esempio la moglie di Pierre, Christine, che decide di lasciare il marito annoiata dal suo “cretinissimo” atteggiamento,  il vecchio amico Just LeBlanc ex marito di Christine, l’amante ninfomane di Pierre Marlene o il cretino non dichiarato ispettore Cheval che vorrebbe ispezionare, di sua iniziativa, a fini fiscali la casa di Pierre: tutti personaggi apparentemente privi di personalità che, però, tra scambi di coppie e continui errori provocati dai maldestri e non richiesti interventi di Pignon giungono a far capire che il cretino predestinato non è proprio quello che Pierre Brochant aveva individuato e che, invece, alla fine si rivela tutt’altro.

Ottima la interpretazione e la regia di Nicola Pistoia, molto azzeccata quella di Paolo Triestino nella parte dell’editore a caccia di cretini ma anche da sottolineare quelle di Ciro Scalera nella parte di LeBlanc e quelle delle due girls: Loredana Piedimonte e Silvia Degrandi, belle e brave nelle loro parti di Christine e di Marlene la ninfomane.

La scena è approntata da Giulia Romanelli con gusto di stile classicheggiante assai ben appropriato all’argomento che si concretizza in un veramente concreto ed intelligente divertimento.

Andrea Gentili

 

 

 

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