Francesco Somaini alla Triennale

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La Triennale di Milano dedica dal 13 gennaio al 5 febbraio 2017 un’importante mostra a Francesco Somaini prendendo in considerazione il periodo nel quale il grande scultore lombardo aveva considerato il rapporto tra arte e architettura in relazione alle moderne metropoli. L’ esposizione presenta 16 sculture, 15 disegni e 14 fotomontaggi. E’ curata da Enrico Crispolti con LuisaSomaini. Catalogo Skira.

Francesco Somaini Caduta dell’uomo, caduta in se stesso 1967-69

Francesco Somaini ( 1926-2005) non ha certo bisogno di presentazioni, grande scultore, ha iniziato a esporre alla Biennale diVenezia nel 1950. Questa mostra si riferisce al suo periodo di ricerca che riguarda il rapporto tra la scultura e le metropoli urbane dagli anni 1967 al 1976  quando l’artista ha lavorato tra Milano e New York.

 

 

 

 

 

 

Francesco Somaini Colosso di New York 1, grande edificio commerciale immagine antropomorfica emergente 1974, fotomontaggio 800x800mm. Archivio Francesco Somaini

La mostra presenta opere che provengono dall’Archivio Somaini e da molte collezioni private, certamente non note al grande pubblico e quindi particolarmente interessanti. La sua ricerca inerente l’integrazione tra scultura e nuove costruzioni non ha un interesse puramente volto alla dimostrazione dell’unione tra arte e architettura, come era già stato fatto, ma ha sviluppato al meglio quest’idea dopo i numerosi viaggi di lavoro nella metropoli moderna per eccellenza, cioè New York.

 

 

 

Francesco Somaini Carnificazione di un’architettura , verticale 1976

Il suo rapporto con questa città era iniziato proprio con la sua mostra nel 1960 all’Istituto Italiano di Cultura che lo aveva messo in contatto con i grandi critici americani e vari collezionisti, tra i quali l’architetto Philip Johnson, i Rockefeller, i coniugi Wurzburger, Seimur H.Knox II e molti altri personaggi importanti. E’ stato per Somaini un decennio molto fattivo che è sfociato nelle grandi sculture create per le città di Baltimora, Atlanta e Rochester.

 

Francesco Somaini Caduta dell’uomo, caduta nello spazio 1967-69

Come evidenziato da Giulio Carlo Argan, l’artista aveva studiato a fondo il problema arrivando alla conclusione che ogni città conservando una sua dimensione storica, ha necessità che gli artisti si impegnino affinchè si trovi una soluzione atta a rendere la stessa significante senza ricostruirla, arrivando a una riqualificazione del tessuto architettonico urbano.

 

 

 

Francesco Somaini Palazzo del centauro, 1975

Le sue idee furono esemplificate nel testo Urgenza nella città, curato con Enrico Crispolti nel 1972, dove le sue idee oltre che nei disegni che corredano il libro, sono state poi sviluppate a livello plastico e immaginativo come le Carnificazioni di una architettura della metà degli anni ’60, Sfinge a Manhattan del 1974 e Colosso di New York del 1976, dove lo scultore progetta edifici un po’ utopistici inserendovi le sculture quasi rifacendosi all’antico.

 

 

Francesco Somaini Sculture per edificio della pubblica amministrazione 1971, inchiostro di china su carta 727×508 mm. Archivio Francesco Somaini

Le sue Archisculture sono divenute in seguito delle opere protagoniste di alcuni fotomontaggi per documentarne l’ambientazione utopica mostrando la sua idea provocatoria.
Crispolti che ha sempre considerato le idee e le opere di Somaini di grande interesse, oltre a Urgenza nella città ha scritto su di lui TerzOcchio nel 1979 e nel 1997 Somaini, le grandi opere, realizzazioni, progetti, utopie, testi che dimostrano quanto il grande critico e storico dell’arte abbia sempre seguito la ricerca dell’artista.
Somaini è sempre stato uno sperimentatore di materiali fin dagli esordi astratti, nonché nel periodo dell’informale dal 1957 al 1966, fondendo le sue opere nel ferro, piombo e peltro. Dal 1965 ha sperimentato una tecnica personale di intaglio diretto praticato mediante getto di sabbia a forte pressione che è divienuta una componente fondamentale della sua arte.  Sue opere sono in Giappone, Italia, Nuova Zelanda, Olanda, Svizzera, e in varie città degli Usa.

Anna Camia

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